Google Penguin: come difendere il vostro sito dalla perdita di visite
Nuovo aggiornamento da parte di Google del proprio algoritmo e inevitabilmente migliaia di siti web nel mondo perdono posizioni nei risultati di ricerca, perdono così visite e ovviamente anche guadagni derivanti da queste. Oramai si tratta di un avvenimento che accade troppo frequentemente e che porta nel panico migliaia di attività online, imprenditori e professionisti che lavorano per mesi per ottenere quei risultati.
Il Wall Street Journal ha un articolo interessante con le testimonianze dei proprietari di siti web che si sono visti ridurre le visite al proprio sito anche del 50%, ovviamente con perdite importanti. In questo articolo cerco di dare qualche informazione utile, raccolta proprio mentre anche io cercavo di capirne di più in merito ai possibili effetti dell'aggiornamento.
Google Penguin, meno del 3% di quey
Rilasciato a fine Aprile, questo aggiornamento del "motore" di Google va ad intaccare solamente il 3% delle query di ricerca, che considerato su scala globale rappresenta comunque un numero non certo piccolo. Non c'è modo di sapere se il proprio sito è stato colpito, Google non offre alcuna dashboard o servizio all'interno dei suoi Google WebMaster Tool. Ci si accorge perchè il proprio sito passa velocemente in posizioni più basse della lista di ricerca e soprattutto perchè si perdono visite.
Colpire lo spam, cosa intende Google?
Google ha rilasciato l'ultimo aggiornamento nelle scorse settimane con il preciso intento di colpire lo spam nei propri risultati di ricerca: parla di quei siti web che in passato hanno adottato tecniche di spam per guadagnare posizioni nella SERP. Ad esempio l'acquisto di link esterni per il proprio sito da siti di bassa qualità, tecnica che Google oggi è in grado di riconoscere; l'obiettivo è quello di andare a eliminare dalle prime posizioni i siti web con contenuti di bassa qualità ma ben posizionati per via delle tecniche utilizzate.
Falsi positivi, si ci sono anche loro
Il grande problema di questi aggiornamenti è che non risolvono mai del tutto il problema, e nel cercare di correggere la propria SERP, Google penalizza anche siti che in realtà non fanno spam e sono perfettamente in regola. Matt Cutts, il portavoce di Google sulle questioni relative alla SEO, spiega però che vengono colpiti anche siti che hanno utilizzato tecniche fraudolente in passato, e magari non negli ultimi mesi.
Link Building? Siete stati colpiti
La pratica di acquistare link in network esterni o ancora quella di usare ad esempio temi di Wordpress che riportano link non modificabili nel footer, queste sono sicuramente le cose che maggiormente potrebbero aver decretato la penalizzazione del vostro sito web nel caso dell'ultimo aggiornamento di Google.
Ok, ma come posso recuperare posizioni nella SERP?
Bella domanda, forse la più logica per chi sta perdendo visite e denaro. Non c'è un modo diretto, bisogna correggere gli errori all'interno del proprio sito e aspettare che Google lanci un nuovo aggiornamento, dal momento che Google Penguin non è qualcosa che viene avviato costantemente nel motore di ricerca, ma una sorta di "correttore" che Google decide di lanciare ogni tot mesi per fare pulizia nel suo indice di ricerca.
L'utilizzo del Webmaster Tools di Google è sicuramente il consiglio migliore per avere sott'occhio l'andamento del proprio sito web, ma lo stesso Matt Cutts ammette che non vi sono altri strumenti utilizzabili per recuperare posizioni, non in maniera rapida.
Ricapitolando:
- Eliminare tutti i link acquistati tramite networks esterni o pratiche SEO non consentite
- Se avete Wordpress, controllate che il vostro tema non inserisca link nascosti, qui una lista di quelli pericolosi.
- Attendere il prossimo Google Penguin sembra la sola soluzione per vedere i risultati della pulizia del vostro sito web
- Se il sito è nuovo conviene in molti casi abbandonarlo e cambiare dominio e contenuti
- Consultare il Google Webmaster Tool del proprio sito web per capire cosa sta realmente accadendo

