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Google e il peso dell'informazione nelle parole di Eric Schmidt
di Stefano BellasioEric Schmidt, il CEO di Google, ha rilasciato alcune dichiarazioni discutibili durante la conferenza Techonomy, 3 giorni dedicati alla discussione dei problemi del mondo che possono essere risolti con la tecnologia.
Il dato principale è la grande produzione di informazioni della rete, Google ha un punto di vista privilegiato su questi numeri e dai suoi server passano miliardi di bit contenuti in questa informazione. Sono per lo più contenuti prodotti dagli utenti: foto, post, video, tweets e così via. Basti pensare ai numeri di Facebook, al numero di foto che vengono pubblicate ogni secondo per capire che gestire questa quantità di informazione non è banale e Google sa farlo meglio di chiunque altro al giorno d'oggi. Eric Schmidt ha parlato di 5 Exabytes di dati prodotti ogni 2 giorni, una cifra che a me sembra davvero troppo alta per essere vera, ma che rende in ogni caso l'idea di cosa passa sui nostri PC ogni giorno e transita verso la rete.
Analizzare i dati per conoscere gli utenti
"Show us 14 photos of yourself and we can identify who you are. You think you don't have 14 photos of yourself on the internet? You've got Facebook photos! People will find it's very useful to have devices that remember what you want to do, because you forgot...But society isn't ready for questions that will be raised as result of user-generated content."
Questa dichiarazione è allo stesso tempo brillante se pensiamo alla tecnologia che Google sviluppa per organizzare i dati e l'informazione e molto preoccupante, se pensiamo ai risvolti che questo può avere per la privacy. 14 foto bastano per identificare una persona sul web, e da qui avere tutta una serie di altre informazioni disponibili, a partire dalle sue preferenze negli acquisti, dati che valgono oro per compagnie come Google.
Schmidt parla di previsione basata sull'analisi dei dati: è quello che a livello tecnico discutevo nel post precedente, l'analisi tramite metodi dell'intelligenza artificiale, basata su grandi data sets, può portare ad una previsione dei dati nel tempo, tanto che il CEO indica chiaramente che Google già oggi potrebbe prevedere dove andremo solamente avendo la nostra posizione attuale e la lista dei nostri messaggi in rete. Bisogna ricordare che Google è solita fornire di queste informazioni, che fanno parte del marketing "tecnico" della compagnia, tuttavia è sorprendente notare come non vi sia alcun accenno specifico al problema che tutto questo comporta per la privacy dagli utenti; la sensazione è che compagnie come Google - Facebook lo ha già detto - vogliano far dimenticare alle persone cosa sia la privacy, rendendole consapevoli del fatto che sul web non possono aspirare ad averla.
Eric ha detto chiaramente che le persone non sono pronte per la rivoluzione tecnologica che ci aspetta, e seguendo questo ragionamento, potrebbe essere un enorme vantaggio per una compagnia come Google.
Informazione disponibile per 5 miliardi di persone
Uno dei passaggi da sottolineare nel suo discorso è che l'informazione che oggi viene prodotta è disponibile per oltre 5 miliardi di persone, ovvero cambia il concetto stesso di apprendimento: la conoscenza data dall'informazione è oggi disponibile per tutte le persone che hanno accesso al web, e questo modifica fortemente le modalità di apprendimento e il livello di conoscenza a cui può accedere ogni individuo. Questo è dovuto in gran parte al lavoro dei motori di ricerca, e ancora di più al lavoro di analisi dei dati che riesce ad aggregare e dare senso a milioni di contenuti prodotti ogni giorno.
Quali sono gli effetti che questo può produrre sulla società e come può modificare l'evoluzione della stessa tecnologia? Cambiano le esigenze degli utenti che navigano in rete e cambia anche il sottostrato di modelli di business che oggi caratterizzano tutte le attività sul web.
Social Networks e Google
Il CEO di Google ha voluto rispondere anche ad alcune domande relative al possibile ingresso di Google nel mondo dei social networks. La prima risposta è che a Mountain View non stanno costruendo un nuovo Facebook perchè "ne basta uno nel mondo", quindi il tanto discusso Google Me non sarà sicuramente un clone di Facebook, sarà forse qualcosa di differente, qualcosa che deve andare a coprire i "buchi" nelle informazioni di Google. In fondo Facebook o altri contesti sociali possono essere già scandagliati dagli spider di Google, bisogna creare qualcosa che gli utenti vogliano utilizzare e nel quale Google possa vedere un nuovo modello di business, diretto o indiretto.
Ovviamente non vi sono dichiarazioni precise in merito, e la compagnia mantiene la solita segretezza in merito.
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