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Monday 1 March 2010

L'algoritmo di Google, qualità della ricerca e innovazione

di Stefano Bellasio

Il motivo per cui in questi anni quasi nessuna startup, o concorrente, è riuscita a insidiare il primo posto di Google nel mercato della ricerca, è dovuto essenzialmente alla tecnologia sviluppata da quest'ultima, soprattutto quella che permette oggi di raffinare le ricerche e mostrare una SERP il più possibile coincidente con la nostra query.

Wired.com ha dedicato negli scorsi giorni un bellissimo articolo all'algoritmo di Google, un pezzo da leggere per comprendere come Google abbia investito milioni nel suo sviluppo e continui a farlo, rilasciandone aggiornamenti come si trattasse di un sistema operativo. Come tutti sanno l'inizio della "ricerca" è il PageRank, l'invenzione dei due fondatori di Google, oggi non più un parametro "notevole" come all'epoca, e soprattutto non più il solo a decidere come distribuire i risultati all'interno dei database di Google.

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L'evoluzione dell'algoritmo di Google negli anni. Copyright Wired.com

Bisogna leggere l'intero articolo per capire che il vero vantaggio di Google è nella qualità della sua ricerca, gli ingegneri che si occupano dell'algoritmo lo migliorano costantemente e si avvalgono delle segnalazioni di bugs dai testers e dal resto del mondo, per continuare a correggere singole chiavi di ricerca che non restituiscono una SERP secondo i parametri dell'algoritmo. Questo continuo miglioramento, unito ad una infrastruttura unica nella computazione, ha fatto si che Google potesse sorpassare la tecnologia di Yahoo e anche quella di Microsoft, che solamente con Bing è riuscita a riprendere una minima quota di mercato.

Interessante anche il passaggio in cui si nota come sia stato un vantaggio andare da subito alla ricerca delle migliori menti per lavorare sull'algoritmo e sulle scelte fatte nello stesso. Un passo fondamentale per Google è stato aggiornare il proprio algoritmo facendo si che esso considerasse le stesse ricerche utilizzate dagli utenti, andando quindi a considerare una serie di sinonimi che usiamo durante le ricerche e che per Google possono ricondurre agli stessi risultati, o a nuovi risultati per via della variazione di una o due parole.

La sfida ora, come si dice più volte nel pezzo, è il realtime, qualcosa che web fa già molto bene e che, di fatto, funziona sempre all'interno dell'attuale algoritmo senza particolari accorgimenti da parte di Google nemmeno nella sua infrastruttura.

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