Loading

| HT blog

Monday 23 March 2009

Cosa si impara in un evento come il WebhostingDay

di Stefano Bellasio

Quando finisce un evento come il WebhostingDay si cerca sempre di capire cosa ti ha dato quell'evento, per cosa ci ha affascinato e per cosa ci ha deluso, come è normale che sia per qualsiasi manifestazione che richiede una preparazione di mesi da parte dello staff e a cui partecipano migliaia di persone.

Nel caso del WHD, ho già detto nel precedente post perchè lo considero ancora un evento tra i più validi nel settore IT. Insomma, quando esci da un evento come questo, ti chiedi se effettivamente ti ha arricchito. Dal punto di vista strettamente professionale, inerente quello di cui ci occupiamo, bisogna dire che il WHD riesce a mettere in luce quelle che sono tutte le peculiarità del settore hosting: fornisce un ottimo spazio per conversare con gli altri visitatori, volantini e informazioni non sono certo mancanti, una copertura totale dell'evento anche online dopo la sua realizzazione e la possibilità di porre domande direttamente alla fine di ogni talk, con gli stessi moderatori che pongono degli spunti di riflessione sui temi trattati. 

Qualcuno potrebbe pensare che l'evento si ripeta ogni anno con le stesse tematiche, in due edizioni devo dire che questo non è avvenuto, almeno per la maggior parte dei talk, e gli organizzatori sono stati bravi a proporre ambienti diversi e modalità di partecipazione all'evento diverse: un esempio su tutti, quest'anno hanno modificato tutte le precedenti location e hanno dato più spazio per la discussione diretta nell'hosting.Fair. In un evento come il WHD appare chiaro che in questo settore si cresce alleandosi con altri concorrenti, continuare sulla propria strada, con le proprie idee è quasi sempre distruttivo, una delle cose che ha ricordato Serguei Beloussov di Parallels e che effettivamente condivido per questo settore. 

3368591578_c6e457c770.jpg

Da Flickr. Lo stand di BobCares, la nostra intervista sarà online a breve

E poi cosa si impara in un simile evento? Ti accorgi che il webhosting dà da mangiare a davvero tante persone, la domanda più comune a fine dei talks è "chi è un webhoster" e ad alzare la mano sono sempre tanti, non tutti sono proprietari di grandi aziende, anzi, molti dei partecipanti sono consulenti o piccoli webhosters in cerca di partnership. C'è chi si avvicina senza problemi per leggere sul tuo badge il nome della tua azienda, e chi invece preferisce approfittare di due chiacchere durante uno dei tanti coffe break durante l'evento. Solitamente chi frequenta questo evento non è li per confrontarsi con la concorrenza, anzi sembra che ci sia molto interesse nel proporre soluzioni in comune. Devo dire che lo stesso accade per gli sponsor, il WHD è uno dei pochi eventi in cui la parte dedicata all'esposizione è realmente utile, non ci sono addetti che ti rifilano volantini a tutti i costi e solitamente chiedere informazioni vuol dire parlare direttamente con il responsabile dell'azienda o con il CEO della stessa (quanto accaduto a noi ad esempio con R1Soft o con Bobcares). 

3368592082_e3b63a08e4.jpg

Da Flickr. Lo stand di Parallels, uno dei più visitati dell'evento, Diamond Sponsor dell'evento, Parallels ha portato al WHD un numero enorme di propri dipendenti!

Un'ultima cosa stupisce, il WHD è un evento che fa divertire i propri partecipanti, penso che se così non fosse Thomas Strohe avrebbe smesso di organizzarlo da tempo, in Italia bisognerebbe prendere esempio da questo modello, per capire che un evento realmente utile a fini di business, parte da una location e da una organizzazione impeccabile, non solo da semplice marketing e qualche gadget. L'idea che il WHD dà è quello di un'occasione concreta per parlare di questo settore e dei prodotti del webhosting, nessuno si trova li per trascorrere due giorni di relax, non si vedono responsabili di aziende che girano a zonzo per il parco, tutti sono li con un obiettivo, sia esso l'incontro con un partner, sia esso un nuovo cliente da acquisire o un'azienda da conoscere. 

2009_0314AA.JPG

Una parte del parco di Phantasialand, l'hotel Ling Bao è al centro del parco e consente di raggiungere in pochi minuti l'evento

C'è anche il lato negativo ovviamente, alcuni talks andrebbero organizzati meglio, bisognerebbe ricordare ad esempio a Microsoft che se per due anni presenti gli stessi argomenti qualcosa sicuramente non va, così come esporre un talk incollando nelle slide quanto trovato su Wikipedia non è la via migliore per attrarre il proprio pubblico. Sono capitati entrambi, ma anche questo ha dato un'idea chiara, chi partecipa è una persona molto tecnica, il marketing "avanzato" funziona poco in un evento come il WHD. 

Dedicherò un ultimo post per analizzare cosa si impara in un simile evento sull'hosting, su come funziona questo settore in Europa e come lo vediamo noi in Italia! A presto

Commenti Recenti

Powered by Disqus