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Monday 16 March 2009

Google AdSense: cambiate le privacy policy dei vostri siti e miglioriamo il servizio

di Stefano Bellasio

Google sembra interessata a migliorare il proprio servizio di advertising online, il famoso Google AdSense, che, nonostante i ban senza apparenti ragioni e l'assistenza spesso latitante di Google, rimane comunque tra le prime scelte per ogni nuovo webmaster che decida di ripagare almeno il costo del proprio webhosting. 

Proprio per migliorare il servizio, Google ha intenzione di introdurre un sistema che permette di tracciare i click fatti precedentemente dall'utente ogni volta che clicca su un banner presente nelle nostre pagine e visionare quali pagine frequenta solitamente. Questo consente all'azienda di capire quali sono esattamente le preferenze di quell'utente, proporre ads sempre più mirati e in ultimo aumentare il ricavo in termini di impatto per inserzionisti ed "espositori" di pubblicità. 

Il funzionamento non è così immediato, Google creerà delle categorie di interesse, e riconoscerà quali pagine visita più frequentemente l'utente, se si tratterà di pagine che parlano di film allora l'utente verrà inserito in una particolare categoria e verrà servita pubblicità inerente esclusivamente quella categoria. Google ha già pubblicato una serie di info relative a questo nuovo strumento in Italiano, e nel corso del 2009 aprirà man mano il servizio, prima ad alcuni beta testers e poi a tutti coloro che vorranno accedervi. 

Giungiamo alla parte più complicata dell'operazione, per consentire questo monitoring Google deve utilizzare un cookie da inserire nei computer degli utenti, in modo tale da tenere memorizzate le informazioni: da qui la richiesta ai proprietari dei siti web di cambiare le proprie norme relative alla privacy nei siti web in modo tale da legittimare l'utilizzo di un cookie per il servizio e renderne consapevole l'utente. Personalmente penso che sia un passo già ampiamente previsto da tempo nella logica con cui Google lavora, sicuramente la nostra privacy si va erodendo maggiormente, ma è un prezzo da pagare nel continuare ad usufruire di servizi come AdSense, il cui ricavo in molti siti è davvero sostanzioso (diversi portali italiani lavorano e pagano stipendi con AdSense, non è una novità).

Voi accetterete questo compromesso?

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