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Monday 8 December 2008

GoDaddy: un'indagine porta alla luce pratiche di warehousing dei domini

di Stefano Bellasio

 

godaddyGoDaddy è il primo registrar al mondo, chiunque sia in questo settore e abbia a che fare con la registrazione di nomi a dominio conosce la compagnia che oggi gestisce oltre 30 milioni di domani ed è tra i brand in assoluto più forti del settore. Si tratta di una compagnia che vende anche hosting e servizi dedicati, tuttavia la sua primaria attività è la registrazione di nomi a dominio.

TechCrunch qualche giorno fa ha segnalato un importante articolo di Domainnamewire.com che mette in luce un aspetto di GoDaddy penso sconosciuto alla maggior parte dei suoi clienti, l'accusa è quella di warehousing dei domini, abbastanza grave viste le dimensioni e la reputazione della società. Cerchiamo di capire da cosa parte l'indagine di Andrew Alleman e su quali basi l'articolo accusa la compagnia.
Un chiarimento fondamentale, il warehousing da parte dei registrar, ovvero la detenzione dei nomi a dominio a scopo di lucro dopo la loro scadenza, è esplicitamente vietata da una clausola di ICANN, alla quale però non sono mai susseguite ulteriori specifiche che hanno consentito così ai provider di operare liberamente.

GoDaddy, a differenza di altre compagnie, tra cui NetworkSolutions o eNom non si affida a piattaforme e società esterne per la messa all'asta dei domini scaduti, ne utilizza una interna denominata TDNAM (The Domain Name After Market), una controllata di un'altra società, a sua volta facente capo al gruppo GoDaddy. In sostanza, una volta scaduti i domini non rinnovati dai clienti, questi vengono selezionati da GoDaddy e posti all'asta all'interno di questa piattaforma, un business non di poco conto, la compagnia infatti seleziona i nomi a dominio più interessanti e imposta aste da diverse migliaia di dollari (nel momento in cui scrivo vedo buyabook.com a 10.000 dollari). Non tutti i domini vengono venduti ovviamente, una buona parte vede scadere la propria asta senza ricevere offerte, e qui entra in gioco il complicato sistema utilizzato dalla compagnia per "monetizzare" questi domini.

La Standard Tactics LLC è la compagnia che sta dietro al sistema di GoDaddy, ha sede legale in New Mexico, lontano dall'headquarter di GoDaddy in Arizona ed è stata fondata nel 2005: due ragioni su tutte, la compagnia appare molto distante dal nome di GoDaddy ed essendo una LLC nel New Mexico non è obbligata a rendere pubblici i membri e i dirigenti della società.

 

Una lista delle controllate di GoDaddy, come si nota per tutte la sede è Arizona, a eccezione di Standard Tactics

 

Riprendiamo, quando un dominio non viene venduto su TDNAM, passa in automatico nelle liste di Standard Tactics, questa ha due possibilità, tiene il dominio in parking traendo profitto dall'esposizione di pubblicità oppure cerca di rivenderlo all'interno di TDNAM, questa volta con un prezzo fisso, cercando così di averne nuovamente un profitto.


I domini che passano attraverso la controllata di GoDaddy hanno però una caratteristica evidente, il loro whois viene mascherato attraverso un'altra controllata della stessa compagnia, Domains By Proxy's, che fornisce un servizio di mascheramento dei dati sui dati del dominio: in questo modo è quasi impossibile risalire al fatto che una controllata di GoDaddy, a sua volta controllata da una ulteriore sussidiaria, stia trattendendo all'interno delle compagnie i domini acquistati in precedenza dai clienti. Ma se ci pensate bene il meccanismo è molto utile anche qualora un cliente che aveva lasciato scadere il proprio dominio decida di riacquistarlo, non ha dati per risalire al proprietario, ma potrebbe magicamente trovarlo in asta all'interno di TDNAM.

ICANN prevede che il whois dei domini possa essere rivelato qualora ci sia in atto una disputa sullo stesso e sia necessario per le parti conoscerne l'intestatario: il tutto rientra all'interno della Uniform Domain Name Dispute Resolution Policy (UDRP) ed è stata utilizzata in passato per diversi nomi a dominio, nei quali spesso la disputa riguardava la registrazione di un nome a dominio riguardante un marchio registrato. La questione assume particolare rilevanza in questo frangente perchè secondo quanto dichiarato da Andrew, nel portfolio di Standard Tactics ci sarebbero anche marchi registrati riguardanti il settore farmaceutico, per cui la compagnia ha già dovuto scendere a patti in passato.

Come riporta il post di Andrew all'interno di GoDaddy il procedimento viene giustificato dicendo che la sussidiaria acquista regolarmente quei domini da TDNAM, tuttavia appare chiaro come la complessa rete realizzata da GoDaddy sia indirizzata a trattenere i nomi a dominio registrati in precedenza dai propri clienti per trarne profitto anche a lungo termine. All'interno della compagnia nessuno sembra essere disposto a parlare di Standard Tactics e il management giustifica la sua esistenza come "cliente" della stesa GoDaddy.

Ad oggi non sono arrivate comunicazioni ufficiali da parte di GoDaddy, la compagnia ha smentito (come si può leggere nell'articolo) di detenere marchi registrati attraverso la sua controllata, ma è evidente come sia impossibile ad oggi conoscere quante migliaia di domini siano nel portfolio della Standard Tactics, un business parallelo alla registrazione dei domini che fa poco onore ad un colosso come GoDaddy. 

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