| HT blog
Cloud computing, una rivoluzione per lo storage dei dati?
di Stefano Bellasio
Chris Mellor di The Register ha scritto un ottimo articolo sul perchè il cloud computing potrebbe portare ad un calo dei ricavi per i vendors del settore storage e ad un consolidamento dello stesso. L'esempio riportato è molto chiaro e ci consente di addentrarci subito nel discorso, se tre servizi di cloud computing hanno 250k clienti ciascuno, le tre aziende andranno ad acquistare storage per i loro clienti, ma questi ultimi, i 750k, non acquisteranno dai vendors nuovo hardware o storage per lo sviluppo del loro business, di fatto si affideranno completamente alla cloud e rimarranno legati ad essa. Le aziende produttrici di hardware vedranno aumentare ordinativi per sistemi di storage di maggiori dimensioni e diminuire tutto il comparto di prodotti destinati alle piccole aziende o ai piccoli consumatori.
L'articolo dice che il consoiidamento è già avvenuto per il settore dei server, non per quello dello storage, ed effettivamente oggi la realizzazione dei server si è spinta su macchine sempre più performanti, sia destinate all'ottica della cloud sia perchè condizionate da tecnologie che tendono ad aggregare gli account su macchine potenti, come la virtualizzazione.
Non si tratta necessariamente di una diminuzione delle vendite, piuttosto di una diminuzione dei clienti, e a lungo termine, di un consolidamento generale di quelle che sono le pratiche per la gestione dei dati, dai backup al disaster recovery. Di fatto ogni utente che passa sulla cloud teoricamente non acquista più hardware, non lo fa per i suoi backup interni, non lo fa per quelli esterni al datacenter (magari in un altro datacenter dove ha acquistato altro hardware per lo storage) e non lo fa oltre che per l'hardware, anche per il software, avrà tool o API che gli consentono di interfacciarsi perfettamente con la piattaforma di cloud computing. Si tratta quindi di un panorama in cui i compratori sono pochi, ma si parla di grossi ordinativi.
I commenti all'articolo riportano quello che tutti si saranno chiesti leggendo: "chi dice che ci fidiamo del cloud computing e dei sistemi di storage esterni?". Ottima domanda, recentemente ne abbiamo discusso anche su HostingTalk.it; è un problema noto che si scontra con le poche garanzie ancora offerte dai provider di soluzioni cloud, ma è altresì solo questione di tempo. Il passaggio alla cloud non è solo ostacolato dalla affidabilità dei sistemi esterni ma anche da collegamento che avviene tra cliente e cloud, immaginiamo di avere dati importanti non accessibili a causa di un guasto alla nostra connessione, come accedere alla cloud? Rimane obbligatorio averne una copia all'interno della propria azienda.
Penso che quanto detto nell'articolo in relazione al cloud computing si possa mettere in relazione con quanto succede oggi anche per i sistemi desktop, il video di HWUpgrade sui nuovi Thin Client di HP in tal senso fa comprendere come il futuro sia dato solo da un terminale di accesso alla cloud, e quest'ultimo ovviamente sia privo di hard disk.
Le domanda è quindi come cambierà quindi in futuro l'approccio allo storage dei dati, dal punto di vista economico per chi produce software e hardware, ma anche dal punto di vista di chi si trova a dover gestire dati importanti e guarda al cloud computing. Vi fidereste a spostare tutti i vostri dati su una piattaforma cloud oggi? Se no perchè?
- Stefano Bellasio's blog
- Login or register to post comments