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Wikipedia stampata: e adesso?
di Nicola Tosini
L'editore tedesco Bertelsmann ha deciso di vendere delle copie stamapte di Wikipedia (tedesca) contenente le 50.000 voci più lette. Fin qui, niente di cui discutere, ma il "tam tam" in rete è iniziato quando si è appreso che i volumi sarebbero stati venduti con un cospicuo guadagno da parte dell'editore.
Il punto è che WikiPedia è scritta volontariamente e per lo più sotto licenza GNU FDL che permette a chiunque di alterare, stampare e vendere i contenuti.
Adesso proprio la comunità autrice di WikiPedia e la comunità Internet in generale si sentono "stuprate" dei loro sforzi. Ma questa non vi sembra una contraddizione? Se siete d'accordo con il CopyLeft, siete d'accordo con le linee guida della GNU FDL e credete davvero nella libera conoscenza, dove sta il problema se qualcuno si arricchisce grazie a questo?
No, non tollererò il discorso della "cagnata" e dell'atteggiamento obiettivamente scorretto che hanno tenuto i signori editori Tedeschi. Infatti la licenza dice chiaramente che i contenuti possono essere rivenduti.
Credete che le intenzioni di Shuttleworth non siano quelle di guadagnare soldi con la fatica propria ed altrui? E come lui, credete non ne esistano altri? Ora io vi chiedo, cercando di non fare polemiche nonostante il mio punto di vista: per quale motivo, secondo voi, in moltissimi si sono accaniti così tanto con l'editore ma non lo fanno con tutti gli altri che sfruttano i sorgenti o gli scritti coperti da licenza FDL?
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