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Tuesday 12 June 2007

Il salto di qualità ...

di Vincenzo Vicedomini

 In tal caso ci si ritrova con una miriade di offerte e talvolta
"spropositi" che presentano la solita equazione : "migliori
servizi = prezzo alto".
In linea di massima l'equazione di cui sopra va per la maggiore
 ma siamo poi sicuri che al nostro "salto di qualità"
corrisponda realmente altrettanta qualità offerta da chi
gestisce le infrastrutture su cui ci appoggiamo ?
Cosa intendiamo poi noi per qualità ? Qualità di connettività ?
SLA ? Uptime ? In Italia, bisogna ammetterlo, sono molti gli
ISP medio-grandi a proporre SLA e rimborsi in caso di problemi
di fornitura del servizio, a tutto vantaggio tanto di chi
rivende quanto dell'utente finale.
Ma sono sempre rose e fiori ?
Io ad esempio penso che la qualità vada valutata anche seguendo
altri criteri non strettamente "tecnici" o legati alla
fornitura "tecnologica" di quanto si acquista, ad esempio del
rapporto fornitore/cliente, punto piuttosto critico e spesso
nota dolente nei rapporti di lavoro che si instaurano con molti
(non tutti ovvio) ISP italiani, ne vogliamo parlare ?.
Vi immaginereste dover collocare una settantina di server per
poi dover belligerare quotidianamente con chi ve li hosta ?
Questo punto secondo me è il meno trascurabile di tutti e noi
Italiani abbiamo ancora molto da imparare rispetto i tanti
hoster stranieri che in ogni caso seguono protocolli ben
precisi in fatto di rapporti con gli utenti fornendo così di
fatto una qualità di servizio a 360° mentre qui da noi
purtroppo dobbiamo stare attenti a chi offre qualità a PI/2.
Ultimo fattore, ma non per questo trascurabile, i costi. Non li
trovo allineati alla media europea e se poi usciamo dall'europa
 paradossalmente si risparmia un buon 25-30% ( ...sui prezzi
"all'ingrosso" ...) e non di certo per il solo effetto del dollaro debole!
Voi il vostro salto dove lo fareste ?


 

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